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ANCE PER CLARINETTO

 

Nuove ance per clarinetto Var prodotte in Francia nelle regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra

dipartimento del Var da cui prendono il nome, riconosciuta come la zona migliore per la coltivazione delle canne. 

Difatti in quella zona anche Vandoren  ha le coltivazioni.

numerazioni disponibili 2 - 2 ½ - 3 - 3 ½
(corrisponde alla numerazione Vandoren)

la cosa interessante è che costano molto meno di Vandoren
 

Ecco cosa ne pensano i clarinettisti :

Grazie per aver introdotto nel mercato italiano queste ottime ance.

 

Ho aperto una scatola del 2 ½ con diffidenza, ne ho provate 5 di cui 4 perfette e una leggermente debole.
Lascio a voi le considerazioni.

 

Mi sono arrivate le ance che vi ho ordinato, volevo segnalarvi la mia più completa soddisfazione, grazie.
 

Pensavo che non ci fosse alternativa a Vandoren, per fortuna mi sbagliavo..

 

Spett. Eufonia, ho acquistato le ance Var per i miei allievi, credendo, visto il prezzo molto contenuto, che
fossero per studenti, le ho provate e sono rimasto piacevolmente sorpreso della qualità della canna,

 il perfetto bilanciamento nell'intonazione e nella proiezione del suono. Da oggi userò VAR.
 

Ho ricevuto il pacchetto delle nuove ance, grazie per la celerità. Le ho portate in
Conservatorio e il mio Maestro ha detto che vanno benissimo. Non le conosceva
e mi ha ringraziato per aver scoperto queste nuove ance. Ha già consigliato ai miei
compagni di utilizzarle. Credo vi faccia piacere. Simona


 Le trovate da  eufonia

 

Abbiamo trovato in un sito un clarinetto molto particolare, ecco il collegamento

Incredibile!!
un clarinetto di 200 gr


 

Conoscete i clarinetti Luis Rossi?
Se cercate un clarinetto professionale all'avanguardia e con un suono inconfondibile
prendetevi un po' di tempo ed informatevi su questo stupendo strumento.

Luis Rossi, argentino, è un clarinettista con una intensa attività concertistica

che da 30 anni costruisce clarinetti professionali in Cile. Qui in Italia, è poco conosciuto

 anche perché la produzione, molto limitata, è di 5/6 clarinetti al mese

 e la distribuzione, che è a livello mondiale, avviene di conseguenza con il conta gocce.

Questo strumento viene importato  da Daminelli Strumenti Musicali  di Bergamo. 

Vi consigliamo di visitare anche il sito ufficiale www.rossiclarinet.com
Premettiamo una cosa, sono strumenti professionali e i prezzi sono a prima vista alti,

ma vi assicuriamo che sono in linea con gli altri produttori di pari livello come: Wurlitzer

(altra dinastia di grandi costruttori di clarinetti) o  Leitner & Krauss, 

ma soprattutto,
 valgono quello che costano.

 

ecco cosa ne pensano i clarinettisti
http://www.musica-classica.it/forum/index.php?showtopic=11373

 
dal furum musicaclassica.it:

"Semplicemente eccezionale! Il Luis Rossi è un tra i migliori clarinetti che abbia mai suonato.
La meccanica  è completamente diversa dai normali clarinetti francesi, si adatta perfettamente alla forma delle mani.
Il suono è limpido, caldo e profondo. Veramente ottimo "


 

     
dettagli del nuovo modello LR


La storia di Buffet Crampon

Dal laboratorio del 1825 all’esposizione universale del 1889

Nel 1825 un liutaio francese, Denis Buffet-Auger, apre un laboratorio nel cuore di Parigi. Si fa conoscere subito nel mondo musicale dell’epoca realizzando eccellenti clarinetti a 13 chiavi. A quel tempo, la fabbricazione dei clarinetti si eseguiva completamente a mano e richiedeva un’esperienza e un’abilità eccezionali.


Nel 1830 Jean-Louis Buffet, figlio di Denis, prende in mano l’impresa di famiglia. Sposa Zoé Crampon nel 1836 e dà vita al celebre marchio BUFFET CRAMPON. Il logo, nella forma tutt’oggi utilizzata, compare nel 1844.


Lo zio Louis-Auguste Buffet incontra il clarinettista Hyacinthe Klosé, musicista virtuoso e professore al Conservatorio di Parigi. I due, il tecnico e l’artista, iniziano a collaborare e adattano al clarinetto il  principio degli anelli mobili ideato dal tedesco Theobald Boehm per il flauto. Presentato nel 1839 e brevettato nel 1843 per il clarinetto e l’oboe, questo nuovo sistema conosce rapidamente il successo. Per riuscire a fare fronte alla crescente domanda, nel 1850 la BUFFET CRAMPON stabilisce i suoi laboratori di produzione a Mantes-la-Ville (Yvelines). Nel catalogo vengono introdotti anche oboi e fagotti. Nel 1866, 20 anni dopo l’invenzione del belga Adolphe Sax, BUFFET CRAMPON inizia a produrre i primi sassofoni.


A BUFFET CRAMPON vengono assegnati numerosi riconoscimenti per la qualità dei suoi strumenti, in particolare nel 1889 in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi ai piedi della Torre Eiffel. BUFFET CRAMPON diventa il fornitore esclusivo e ufficiale del Conservatorio di Parigi, dell’orchestra dei Concerts Lamoureux, della celeberrima orchestra di Toscanini a New York, e anche i solisti dell’Opéra di Parigi e dell’Opéra Comique accordano al marchio le loro preferenze.

1918, l’espansione in America

Nel 1918 BUFFET CRAMPON si espande sul mercato americano e consolida la propria posizione di leader nel mondo del clarinetto professionale.


Nel 1921 la società assume un giovane apprendista, Robert Carrée. Appassionato di acustica e ricco di talento, creerà nel 1950 il clarinetto R13 e nel 1975 il clarinetto RC, da cui in seguito nasceranno i modelli Festival e Prestige.


I laboratori di produzione si modernizzano per stare al passo con i tempi, ma non rinunciano mai a una qualità di finitura tradizionale.

Buffet Crampon e Bossey & Hawkes

Nel 1981, la BUFFET CRAMPON viene acquistata dal celebre gruppo di edizioni musicali Boosey & Hawkes di Londra, le cui origini risalgono al 1760. Una rete di distribuzione organizzata attorno alle filiali del gruppo consente a Buffet Crampon di crescere in tutto il mondo.


Per conservare la posizione di prestigio raggiunta, si decide di adottare una politica attiva di innovazione. Nel 1994, BUFFET CRAMPON stravolge la tradizione e crea una nuova linea di strumenti a fiato che prende il nome del materiale con cui viene realizzata: Green Line. Si tratta di un materiale rivoluzionario, costituito per il 95% da polvere di ebano e per il 5% da fibre di carbonio, che riduce considerevolmente il rischio di crepe e presenta caratteristiche acustiche identiche a quelle del legno. Oggi i clarinetti e gli oboi Green Line sono apprezzati in tutto il mondo e vengono suonati dai più importanti professionisti.


Nel 2003 BUFFET CRAMPON completa la linea di fascia alta presentando il clarinetto Tosca, nato dalla collaborazione tra esperti liutai e illustri musicisti, tra cui Michel Arrignon, Romain Guyot, Pascal Moraguès, Guy Deplus e Paul Meyer. Questo clarinetto del XXI secolo è il risultato dei più avanzati progressi tecnologici e si caratterizza per l’eleganza e lo stile incomparabili.

Dall’indipendenza al Gruppo Buffet Crampon

Sempre nel 2003 Boosey & Hawkes si separa dal fiore all’occhiello della manifattura francese di strumenti a fiato a vantaggio di The Music Group e nel 2005, per iniziativa del presidente Paul Baronnat, BUFFET CRAMPON ritorna ad essere indipendente. Nel 2006 BUFFET CRAMPON acquisisce due celebri marchi di ottoni: Antoine Courtois Paris (fondata nel 1803) e Besson (fondata nel 1837). Nasce così il Gruppo Buffet Crampon, con le sue due filiali rispettivamente negli Stati Uniti e in Giappone. Nel novembre 2007 come nuovo presidente del consiglio di amministrazione viene nominato Antoine Beaussant.


Con i suoi tre marchi, Buffet Crampon, Antoine Courtois e Besson, il Gruppo è presente sul mercato nel segmento dei legni (clarinetti, clarinetti bassi, oboi, fagotti e sassofoni) e degli ottoni (trombe, cornette, flicorni contralto, tromboni, corni d’armonia, flicorni Mib, bombardini, eufoni, tube, saxhorn). I modelli professionali BUFFET CRAMPON sono realizzati nel rispetto della grande tradizione della liuteria francese nello storico stabilimento di Mantes-la-Ville, en France. Nel 2007 il Gruppo ha realizzato un fatturato di 60 milioni di euro, di cui il 90% in esportazioni, con un incremento del 18% rispetto all’anno 2005. Il Gruppo Buffet Crampon mira a rafforzare il proprio posizionamento nella fascia alta del mercato appoggiandosi sulla tradizione della liuteria francese e del “Made in France”, come i grandi marchi di lusso. Parallelamente, in Germania, India e Cina sono state attuate collaborazioni industriali per la produzione di strumenti da studio.


Lavorare a stretto contatto con le esigenze dei musicisti e mantenere la tradizione e la qualità ai massimi livelli sono oggi più che mai le priorità centrali dell’attività del Gruppo Buffet Crampon.


Reform Boehm

Ernst Schmidt, primo clarinetro dell'orchestra  di Mannheim, fu colui che all’inizio del secolo sviluppò alcune sue personali concezioni secondo criteri scientifici. Lo strumentista si avvalse in un primo momento della collaborazione di Louis Kolbe, artigiano di Altenburg, (dal sodalizio nacquero i clarinetti Schmidt-Kolbe) e in seguito di quella di un fisico di Heidelberg, tale Rosch con il quale riuscì a realizzare i primi strumenti reform Boehm. Tale sistema fu il frutto di calcoli basati su principi acustico matematici che in seguito indussero Fritz Wurlitzer a costruire i primi clarinetti Schmidt- reform Boehm. L’espressione reform Boehm significa sistema Boehm riformato, modificato. Attualmente nel mondo vengono usati principalmente due sistemi di costruzione: il sistema Boehm ed il sistema Oehler. Mentre il sistema Boehm è praticamente diffuso ovunque, quello Oehler riguarda, per tradizione, solo alcuni paesi europei dove, guarda caso, il clarinetto ha avuto i suoi natali e i suoi primi virtuosi come Tausch, Muller, Baermann, Stadler, etc. Stiamo parlando della Germania, dell’Austria, di una minima parte dell’Olanda e di alcuni paesi dell’est europeo. Il sistema Oehler ha le proprie radici nel clarinetto sistema Muller a tredici chiavi, inventato nel 1813 e perfezionato via via da altri virtuosi tedeschi tra i quali Baermann, fino ad avere oggi un considerevole numero di chiavi. Mentre in Germania ed in Austria avveniva questa evoluzione nella costruzione del clarinetto, in Francia si vollero cambiare radicalmente il disegno e le concezioni usate fino ad allora. Fu così che il grande clarinettista francese H.E. Klosé persuase L.A. Buffet a ridisegnare lo strumento prendendo spunto dal sistema ad anelli già applicato sul flauto da Theobald Boehm. Tale innovazione ebbe un successo così enorme che surclassò completamente tutti i modelli di clarinetti usati precedentemente. Le ragioni di questo successo sono facilmente intuibili: le difficoltà tecniche presentate da alcuni passaggi erano in questo modo facilmente superabili a scapito però di un determinato colore de suono. E qui si innesta il discorso che riguarda il reform Boehm, strumento che possiede caratteristiche proprie sia del sistema Oehler che a quello Boehm.

Ed è in questo connubio ideale che trova i suoi principali pregi. Le principali caratteristiche che lo fanno somigliare al sistema Oehler sono il timbro tedesco, più puro, vellutato, scuro, ricco di armonici, somigliante a quello che era nel ‘700 il suono del clarinetto, per cui Mozart scrisse i capolavori che tutti conosciamo. Esso possiede anche una maggiore omogeneità timbrica nei vari registri, ed offre una maggiore facilità nel legato e nell’emissione delle note del registro acuto. E’ naturale che per avere queste qualità sia necessario l’uso di un  bocchino tedesco che sia adatti alle caratteristiche della cameratura interna, che differisce in modo sensibile da quella dei clarinetti francesi. Questa è anche la ragione per cui il barilotto è molto più corto rispetto ai clarinetti con sistema Boehm normale. La caratteristica che fa assomigliare il reform Boehm al sistema Boehm vero e proprio è la stessa posizione delle dita e la conseguente facilita tecnica derivante da essa. Altri elementi che collegano il reform Boehm al clarinetto tedesco (non tutti però sono presenti nei modelli Wurlitzer), sono gli anellini per lo striscio fa-la bemolle o do-ni bemolle, la campana con un foro, per maggior sfogo e migliore intonazione del mi grave, il doppio portavoce per un si bemolle più pulito, un prolungamento della chiave sol-do per una maggiore facilita del trillo e alcuni fori aggiuntivi che fungono da sfoghi ausiliari per una maggiore risposta acustica dello strumento.

Parlando di svantaggi o inconvenienti collegati a questi strumenti, si può dire che sono tremendamente costosi e difficili da avere. Una coppia di reform Boehm Wurlitzer con tutti gli optional costa circa 10.000 euro, e bisogna attendere circa tre anni prima di averli. Questo può bastare naturalmente a scoraggiare qualsiasi clarinettista ad imbarcarsi in una simile avventura, ma può essere una consolazione sapere che essi sono più economici rispetto alla coppia di Wurlitzer sistema Oehler che può arrivare a 15.000 euro. L’alto costo è dovuto al fatto che si tratta di strumenti costruiti esclusivamente su ordinazione ed interamente artigianali. Un altro elemento di diffidenza nell’approccio a questi strumenti è dovuto al fatto che difficilmente sono visti di buon occhio nei concorsi per entrare nelle orchestre italiane, nelle quali si preferisce il timbro dei clarinetti francesi. Bisogna dire che lo stesso fenomeno si verifica all’inverso nelle orchestre tedesche, dove la tradizione vuole che si usino gli strumenti con Deutsch System. II reform Boehm Wurlitzer trova invece ampi consensi nelle orchestre olandesi. Attualmente oltre a Wurlitzer, anche Hammerschmidt, la principale fabbrica austriaca di clarinetti, e la Yamaha, costruiscono strumenti reform Boehm. L’Hammerschmidt reform Boehm a parer mio non somiglia quanto il Wurlitzer sul profilo timbrico al suo parente sistema Oehler. Lo Yamaha è una valida imitazione più accessibile economicamente, del lavoro di Wurlitzer,  pur non eguagliandone il risultato. E’ stato prodotto anche in Italia un clarinetto simile al reform Boehm Wurlitzer dalla ditta Orsi di Milano, ma ribadisco la mia convinzione che per esaltare le caratteristiche peculiari di tale strumento è d’obbligo l’uso del bocchino tedesco.

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